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VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO ROSSI VASCO N'DAVI NA MINCHA TANTA http://WWW.VASCOROSSI.ALTEVISTA.ORG WWW.VASCOROSSI.ALTEVISTA.ORG
GIUDIZIO:*****
Colpo gobbo del mitico Vasco, non ha deluso le più rosee aspettative dei fan’s giunti da ogni parte d’Italia. Un concerto che ha fatto vibrare l’anima dal profondo torpore a cui tutti siamo abituati. L’unico punto negativo;l’incessante pioggia che non ha frenato l’entusiasmo e lo spettacolo di un avvenimento ormai divenuto storico.
Vasco, ha amalgamato un rapporto inedito con la band che oltre a seguirlo;artisticamente dimostra di saper ironizzare il legame di un arte così poetica, ma così semplice che insegue i sogni, le ambizioni, le transizioni, di una generazione che ha puntato su di lui ed è stata ripagata con la stessa moneta,una moneta a cui non siamo abituati nei rapporti che seguono (l’uomo comune)ma vengono trattati ancora una volta con semplicità e determinazione.
IL CONCERTO:
Inizia ufficialmente alle 16 il concertone con l’esibizione di alcune band locali. Verso le 17 si esibisce Simone la nuova promessa della musica italiana cantando le canzoni già divenute successi radiofonici come “il mondo che non c’è”dimostrando di avere delle ottime qualità. Poi si esibisce Irene Grandi che canta diversi suoi successi come “prima di partire per un lungo viaggio”e “la tua ragazza sempre” scritte entrambi da Vasco Rossi,fino a “Bum,Bum,Bum”. Alle 18 salgono sul palco gli Articolo 31,che interpretano diversi pezzi di successo come “La Mia Ragazza Mena”,”Domani Smetto”,”Maria”, riscuotendo grandi consensi dal pubblico. Poi viene lasciato il palco al dj Luca de Gennaro in attesa di Vasco. Sono le 21;05 una strana musica si va alzando si spengono le luci e sugli schermi viene proiettata la copertina di Buoni o Cattivi. Ecco che incomincia lo show di Vasco con “Cosa vuoi da me” e una marea di urli e applausi. Viene seguita in ordine la scaletta mescolando canzoni del nuovo album e i suoi maggiori classici (anche se mancano pezzi come “Vita Spericolata”,”Una Canzone Per Te,”Io No” e tanti altri)Sotto una pioggia incessante Vasco si esibisce come meglio non può, davanti a più di 400.000 persone regalando un emozione dietro l’altra. Nel finale dopo “Siamo Solo Noi” fa una dedica al compianto Massimo Riva, urlando al cielo “W MASSIMO RIVA” tra la commozione del pubblico che lo ricorda affettuosamente,parte l’ introduzione di “Alba Chiara”e la gente esplode in un grande applauso,continuando a gridare a squarciagola l’intero pezzo. Si chiude così (forse)il miglior concerto di tutti i tempi Italiano e ci viene da dire………..
GRAZIE VASCO
© Recensione a cura di Domenico Cucinotta™
www.vascoforever.tk www.vascorossi.nelweb.net www.blascorossi.altervista.org , www.buoniocattivi.3000.it sono siti non ufficiali dedicati a Vasco Rossi realizzati da Domenico Cucinotta, collaboratore nel forum il_razionalizatore_1984.
CREDITS
Melisanda Massei Autunnali- Un grazie di cuore per avermi concesso di pubblicare la più bella biografia su Vasco e per il suo aiuto! www.lacanzoneitaliana.it
IL_RAZIONALIZATORE_1984,-BUFFONE 2004-MARCO 2- PER AVERMI AIUTATO NELLE SEZIONE DEL FORUM , CARLO, DJ MANUELITO, DEMY,PER IL SUPPORTO....
RINGRAZIO FABIO POLI (www.alzatilagonna.com) CHE MI HA CONCESSO DI PUBBLICARE LE SUE BIOGRAFIE NONCHÉ LE FOTO SUL COMPIANTO MASSIMO RIVA......................
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Uno dei miti della
musica italiana. La rockstar - allo stato puro! - di casa nostra, amatissimo per
quanto - a volte - così poco capito da essere detestato: queste le
caratteristiche che hanno fatto dell'uomo con il cognome più comune l'artista
più emblematico e in ogni caso, di maggior successo, nel nostro paese, da
venticinque anni, o poco più, a questa parte. Vasco, tuttavia, non nasce
cantante: inizia la sua carriera come attore, come aspirante giornalista, e
infine come dee jay, fondando, nel 1975, assieme alcuni amici della provincia di
Modena, dove è nato, la mitica Punto Radio, una delle primissime in Italia.
Accanto a lui, alcune personalità che assumeranno un ruolo importante poi, per
lui, e per la musica italiana in genere: Massimo Riva (allora appena
adolescente), Maurizio Solieri, Floriano Fini e soprattutto Gaetano Curreri, che
un ruolo più che significativo avrà nel momento in cui Vasco Rossi deciderà di
affacciarsi in maniera concreta al mondo della musica. E' il 1977. Vasco - voce
e chitarra - compone un pugno di canzoni, che, su due piedi, sembrano
convincerlo poco. Curreri, non ancora leader degli Stadio, che nasceranno due
anni dopo, sfrutta in quel frangente la sua eccellente formazione al pianoforte
e arrangia i pezzi alla sua maniera. Si pubblica così il primo 45 giri, Jenny è
pazza (lato B Silvia). Il successo è molto relativo, se non scarso. Esce il
primo LP (è il 1978): ..Ma cosa vuoi che sia una canzone, composto dai due pezzi
già usciti in singolo e altre sei pezzi - tra cui la bellissima La nostra
relazione: un Vasco già dissacrante, amaro, che contiene in nuce tutte le
caratteristiche che nel tempo saprà conservare e sviluppare con molta coerenza.
L'album è arrangiato da Gaetano Curreri. Trascorre un anno: il cantautore - non
è ancora esplosa la sua anima rock! - pubblica il secondo album, Non siamo mica
gli americani. Brano di punta Albachiara, celeberrima canzone ancora oggi brano
di chiusura degli epocali concerti del "Blasco": pezzo delicato, ispiratissimo e
di un'intensità tutta sognante. L'introduzione al pianoforte - ma si saprà molto
tempo dopo - è ancora una volta opera di Curreri, che però subito dopo si
allontanerà da Vasco per dare inizio alla grande avventura degli Stadio accanto
a Dalla. I due avranno modo di incontrarsi ancora moltissime volte. Nel
frattempo Vasco Rossi comincia a farsi conoscere: ma a partire dall'anno
successivo, il 1980, l'ascesa della sua popolarità sarà incontrollabile.
Esce infatti Colpa d'Alfredo, con relativo censuratissimo singolo che fa
drizzare i capelli in testa ai perbenisti e sconvolge diverse coscienze, tra cui
quella del giornalista Nantas Salvalaggio, che rivolge al cantante pesantissime
accuse. Il pezzo è di un'ironia senza precedenti: ma al tempo stesso rivela a
pieno tutta la vena rock di Vasco, diffusa a largo raggio in quasi tutte le
tracce dell'album. Memorabile Asilo republic, allegramente incosciente, come
pure Anima fragile, l'unico pezzo melodico del disco, quello che dovrebbe
assumersi il compito di rivelare agli scettici la prospettiva più sensibile
dell'autore. Lungi dai critici: e il Nostro continua a misurarsi faticosamente
con spazi difficili da trovare. Il pubblico, però, nel frattempo lo ha adottato,
e Vasco lo ripaga con una produzione incessante. Già nel 1981 il cantante può
uscire con un nuovo disco. E' la volta di Siamo solo noi, titolo dell'album e di
un pezzo che diventerà la bandiera dei fedelissimi di Vasco e soprattutto di
coloro i quali sentono più vicina l'immedesimazione rispetto al personaggio che
viene loro proposto. Figura che, a sua volta, non fa assolutamente niente per
inventarsi: Vasco si propone per quello che è, senza orpelli, senza maschere. E
forse, è proprio questa sua sincerità che fin dall'inizio mette più in imbarazzo
i suoi detrattori. Lui, nel frattempo, gioca tra ironia e trasgressione con le
sue canzoni (Valium, Voglio andare al mare), senza esimersi comunque da una vena
romantica che coinvolgerà un'altra fetta importante di pubblico. Sono i toni
dell'album successivo, Vado al massimo - che è anche il titolo della canzone che
segna il primo, sventuratissimo, episodio sanremese. Sul palco dell'Ariston
Vasco arriva ultimo, ma il suo pezzo entrerà nella storia. Stesso destino per
Ogni volta, commossa ballata rock, Splendida giornata, e, ancora Canzone, in cui
Vasco fa il tenero risultando ugualmente credibile rispetto alle vesti più
inquiete di Cosa ti fai?. Ma il "botto" avviene l'anno successivo, ancora a
Sanremo. Vasco si ripresenta, fa un po' di coreografia, sparisce, riappare
all'ultimo minuto, poi sale sul palco e canta Vita spericolata. Ultimo. Con un
contorno di commenti più o meno micidiali e velenosi che solo pochi anni dopo
sapranno trasformarsi in accorati ripensamenti.
Nel 1983, però, se Vasco canta "voglio una vita piena di guai", c'è chi,
crudelmente, non manca di augurargliela. Intanto, però, Bollicine, il disco che
contiene il brano del Festival, vende un milione di copie, mentre la canzone
omonima - ironico e sferzante attacco alle logiche pubblicitarie - vince il
Festivalbar. Nello stesso album Vasco presenta anche Una canzone per te, altra
grandissima icona della sua produzione, introdotta da un indimenticabile assolo
di chitarra di Dodi Battaglia dei Pooh. Pubblicati cinque album e raggiunto
finalmente il meritato successo, il rocker di Zocca si concede un bilancio con
la pubblicazione del suo primo LP live, Va bene, va bene così, che è anche il
titolo dell'unico, struggentissimo, brano inedito. Nello stesso 1984, inoltre,
duetta con l'amico fraterno Gaetano Curreri nella canzone La faccia delle donne,
incisa sull'omonimo disco degli Stadio. Le sue vicende private di quel periodo
però non gli sorridono, e per un po' lo tengono lontano dal palco. Quando torna,
nel 1985, è molto meno sregolato e sconvolto: la sua produzione, invece, sempre
eccezionale, più consapevole, e in crescente maturazione. Cosa succede in città,
album e canzone, rispecchiano in toto questo stato di cose: sempre ironico, ma
un po' meno tagliente, e morbidamente romantico nei temi d'amore, come accade in
Toffee o in Dormi, dormi. Comincia ad affidarsi ai suoi collaboratori più
stretti, Guido Elmi, Tullio Ferro, Maurizio Solieri e Massimo Riva, per la
composizione delle musiche, senza rinunciare a stesure interamente personali.
Nel 1987 Vasco Rossi immette sul mercato un altro disco, C'è chi dice no,
sicuramente uno dei suoi lavori migliori e la cifra di una conferma rock a tutto
tondo. Eccellente ill brano omonimo, cruda riflessione esistenziale, amara e
intensissima Vivere una favola, canzone che apre il disco, lucidamente tragica
Ciao ("questo è un amore grande sì / vuoi che ti dica così? / ma io non sono
come te.."). E poi "Blasco" Rossi, il brano che saprà trovare nuove definizioni
all'autore e al suo entourage, "la combriccola del Blasco", antico epiteto degli
anni Settanta che qualcuno nei pressi di Modena favorì all'indirizzo del giovane
"sconvolto" e dell'altrettanto sradicato seguito. Altri brani conosciutissimi,
Brava Giulia e Non mi va, una delle colonne sonore del film Stasera a casa di
Alice, di Carlo Verdone, con Verdone, Ornella Muti e Sergio Castellitto, di cui
Vasco Rossi firmerà le musiche insieme a Gaetano Curreri nel 1990.
Stavolta, però, il Blasco fa
attendere il suo pubblico qualche tempo in più e solo nel febbraio del 1993 - a
tre anni e mezzo di distanza da Liberi liberi, può uscire con un nuovo cd di
inediti. Ma già al primo, si può intuire che tante attesa è valsa davvero la
pena. Sì, perché Gli spari sopra rappresenta una delle vette della quasi
trentennale carriera del rocker modenese, e comunque sia, forse l'album italiano
più significativo degli interi anni Novanta. Un trionfo di musica, di rock, di
intelligenza e di ispiratissimi lampi di poesia. A fianco del suo "staff", per
l'occasione al completo, Vasco scrive pagine altissime della storia della musica
leggera del nostro paese attraverso pezzi come Vivere, Gabri, ..Stupendo, Lo
show. Oltre a Gli spari sopra, una cover, il cui video clip viene girato nel
penitenziario di Alcatraz. Con questi presupposti, l'inizio della tournee,
nell'estate ha già il sapore di un evento irripetibile: infatti, alla fine,
saranno 800.000 gli spettatori che avranno preso parte ai concerti di Vasco
Rossi nel corso della stagione. Il primo dei suoi grandi record. Nell'estate del
1994 il Blasco decide di fare un regalo ai ammiratori più fedeli, incidendo una
canzone che viene distribuita solamente alle radio e agli iscritti al suo fan
club. Il pezzo, meravigliosamente tipico, s'intitola Senza parole. Passeranno
cinque anni prima che Vasco decida di inserirlo in un disco reperibile nei
negozi, dapprima in versione live, e poi, in quella originale in studio,
solamente con la raccolta Tracks, della fine del 2002. 1996: altro grande
successo, sancito all'uscita dell'album Nessun pericolo...per te, lanciato dal
singolo Mi si escludeva. Ma sono soprattutto Gli angeli e Sally ad entrare nel
cuore del pubblico: la prima struggente apologia degli "ultimi" ("sono la voce
di chi non ha voce" dirà Vasco, qualche anno più tardi), con tanto di videoclip
girato da Roman Polanski, la seconda, intensissimo ritratto di una commovente
figura di donna, con relativa, finale, apertura alla speranza. Pezzo epico, da
antologia. Al punto tale che Fiorella Mannoia, interprete per stili e per
movenze fino a quel momento lontana da Vasco, qualche tempo dopo, deciderà di
cantarla e di inciderla (album Certe piccole voci, del 1999 ).
Nel frattempo, però, ancora tour per il Blasco, ancora stadi pieni, ancora
successi storici. Nel 1997, poi, Patty Pravo porta a Sanremo ..E dimmi che non
vuoi morire, affascinante ballata scritta da Vasco con Gaetano Curreri, ed è la
vincitrice morale. La canzone non diverrà un evergreen della musica italiana, ma
darà anche la possibilità di aprire la produzione del Blasco ad un target fino
ad allora restio nei confronti della sua figura e della dimensione rock più in
generale. Nel 1998 esce Canzoni per me, con brani scritti quasi tutti
interamente da Vasco, lanciato da un altro pezzo eccellente, viscerale, Io no,
che diviene una delle canzoni protagoniste di quell'estate. Già, perché il 20
giugno, all'Autodromo di Imola, a vedere il Rossi sono in 120.000. Altri pezzi
contribuiscono a rendere un trionfo l'album Canzoni per me, che si avvale di
qualche sonorità "black" abbastanza insolita per il Blasco: L'una per te, in
primis, e poi Quanti anni hai, che riceverà il Premio Lunezia per il miglior
testo per canzone dell'anno, e che qualche anno dopo Gianni Amelio trasformerà
nella colonna sonora del film Le chiavi di casa. Cantautorato più "morbido" per
la ballata Laura, affettuoso ritratto di una ragazza madre, coraggiosa fino alla
tenerezza ("e Laura aspetta un figlio per errore / però lei dice che si chiama
<amore>"), e grande entusiasmo per Rewind, successo dell'estate '99. Canzone,
questa, assieme a Idea '77, che Vasco compone con Gaetano Curreri, l'amico di
sempre. In parallelo, il Blasco regala agli Stadio il testo de Lo zaino, che a
Sanremo 1999 si classifica quinta. Nell'ultima estate del millennio, dunque, il
rocker pubblica un doppio album live - registrazione dell'epico concerto di
Imola dell'anno prima: il disco prende il nome, appunto, di Rewind, che in quei
mesi domina classifiche e playlist radiofoniche. Subito dopo, nuovamente
intreccia la sua strada con quella di Curreri: insieme, i due scrivono La tua
ragazza sempre, un pezzo bomba con cui Irene Grandi partecipa al Festival di
Sanremo 2000. Arriva seconda, ma è la vincitrice morale, e soprattutto,
l'artista, di quella edizione, che venderà di più e conterà il maggior numero di
passaggi radiofonici. Vasco Rossi e Gaetano Curreri sono ancora insieme nello
stesso periodo per la produzione dell'album di Patty Pravo Una donna da sognare:
loro è anche la bellissima canzone omonima (scritta con la collaborazione della
giovane Pia Tuccitto).
Nel frattempo, si comincia a lavorare anche al nuovo album del Blasco, che esce
nella primavera del 2001. Il titolo, Stupido hotel, è lo stesso di una delle
tracce del disco, che però viene lanciato con Siamo soli, brano immortale,
lacerante, di grandissimo impatto e validità artistica (il brano è recensito in
questo stesso sito nella sezione Canzoni). Grande successo estivo per Ti prendo
e ti porto via, titolo tratto dal romanzo di Nicolò Ammanniti, e scritta con la
collaborazione del "solito" Curreri, che partecipa anche a Quel vestito
semplice; spazio all'introspezione (ma in chiave rock!) con la citata Stupido
hotel, e molta solarità in Standing ovation, limpida canzone d'amore, chiusa da
un parlato ironicamente e teneramente "vaschiano". Si riparte per il tour, nel
corso dell'estate: e di nuovo, stadi pieni, ovunque sold out, e record di
pubblico invidiabili in Italia e altrove. Un successo che dura ormai da quasi
venticinque anni e che viene festeggiato nel 2002 con la pubblicazione di una
doppia compilation di grandi successi, più qualche versione arricchita da nuovi
arrangiamenti, e, soprattutto, una grandiosa incisione di uno storico pezzo di
Francesco De Gregori, Generale, che Vasco già da qualche anno propone ai
concerti. Il titolo della raccolta è Tracks. Nell'estate successiva il Blasco
riempe per tre giorni consecutivi lo stadio San Siro di Milano, registrando ben
250.000 spettatori: dello spettacolo verrà realizzato un DVD.
Contemporaneamente, Irene Grandi domina le classifiche con un nuovo cd, e
soprattutto con una nuova canzone, Prima di partire per un lungo viaggio che il
duo di rango, Rossi-Curreri, ha composto appositamente per lei. Un trionfo dopo
l'altro, dunque. E Vasco, per non deludere le aspettative, non si risparmia. Ed
ecco che all'inizio dell' aprile 2004 esce in tutti i negozi di dischi Buoni o
cattivi, favoloso album di Vasco Rossi, lanciato dal consueto singolo omonimo,
trascinante brano rock, che - manco a dirlo - il Blasco ha composto con Gaetano
Curreri. Ma c'è di più. Molto molto di più. E a dirla tutta, quando il disco
esce, è già da qualche tempo nell'aria.
La storia ha "antiche" origini. Nel marzo 2002 Vasco pubblica nella sua fanzine
ufficiale un editoriale dal titolo Canzone senza senso: sono alcuni versi nati
dalla lettura del romanzo Non ti muovere di Margareth Mazzantini, che in quel
periodo riceve il Premio Strega. Il libro, che ha un incredibile - e meritato -
riscontro di pubblico passa anche dalle mani di Saverio Grandi e soprattutto di
Curreri, che non si lascia sfuggire neanche i versi che Vasco ha steso dopo la
propria lettura. Decide di musicarli (assieme a Saverio Grandi) e poi propone la
canzone a Sergio Castellitto, che in quel momento sta cercando un brano da
inserire nel film che ha tratto dal romanzo della Mazzantini, peraltro sua
moglie. Un senso, questo il titolo del pezzo, non può che essere la canzone
giusta. Vasco, che ne è l'interprete, impone il più assoluto silenzio sulla
questione fino all'uscita del film, che precede di qualche settimana quella del
suo album Buoni o cattivi. Di conseguenza, l'effetto che scaturisce
dall'improvvisa epifania della canzone nel bel mezzo del film, è devastante. Un
successo senza precedenti, che accompagna quello del disco per tutto il corso
dell'anno. Il singolo esce nelle programmazioni radio a novembre: il mese
successivo risulterà la canzone più trasmessa del 2004. Il 4 febbraio 2005 Vasco
Rossi , Gaetano Curreri e Saverio Grandi vengono premiati con un Nastro
d'argento per la miglior canzone comparsa all'interno di un'opera
cinematografica. Nel frattempo, le playlist programmano altri due brani tratti
dal cd: in estate Come stai, che diviene il tormentone della stagione, e la
magica E..., scritta da Pia Tuccitto e ritoccata da Vasco, sensuale ballata
d'amore dai toni estremamente emozionanti. Il disco, complessivamente di ottima
fattura, presenta altri due brani degni di notazione, Anymore ("cosa possiamo
noi / se non finire male?", esclama Vasco al vertice delle proprie confessioni
esistenziali) e Da sola con te, che trascina il sentimento di fronte a un banco
di prova, dove prevale esclusivamente la ricerca di verità. Per la segnalazione
di altri eventi, in attesa di ulteriori immancabili capitoli da scrivere nella
storia infinita di Vasco Rossi, occorre fare un passo indietro, fino al 25
settembre 2004. Il Blasco ha un'idea storica: un concerto gratis per i suoi fans
del sud, da svolgersi a Catanzaro, in un'area che possa, presumibilmente
ospitare una quantità massiccia di spettatori. Nessuno però, è in grado di
immaginare quanti. E quella sera, per niente infastiditi dalla tediosa
pioggerella, loro, i fedelissimi, sono addirittura 400.000. Perché Vasco è la
Storia.
Fonte:
www.lacanzoneitaliana.it
CARRIERA-PREMI-RECORD
Premio Nazionale del Paroliere con la
canzone Ogni Volta ('82).
Vincitore Discoinverno '83.
Vincitore del Festivalbar '83.
Miglior cantante a Vota la voce nel 1984.
Viene votato tra i "Magnifici Sette" sul giornale TV Sorrisi e Canzoni nel 1990
Telegatto per la miglior tournèe nel 1991
Miglior disco dell'anno (Gli spari sopra) e miglior tournèe nel 1993
10 dischi di platino per l'album Gli spari sopra.
Telegatto per l'artista dell'anno e per il concerto dell'anno (Rock sotto
l'assedio) nel 1995
Vincitore del Festivalbar '98.
Premio Tenco per Quanti anni hai nel 1999
Disco Italiano (Canzoni per me), tour italiano (Imola) e premio della critica al
PIM (Premio Italiano della Musica) nel 1999.
L'album "Stupido Hotel" (2001)batte tutti record mondiali di vendita più rapida
con 330.000 copie vendute in soli 3 giorni. Vincitore del Festivalbar 2001.
Premio Lunezia in qualità di Poeta del Rock.
Medaglia d'oro per meriti artistici e ambasciatore di Zocca nel mondo.
Miglior album, miglior tour e miglior artista italiano ai Grammy Award
Italiani. Tracks"2002" disco più venduto dell' anno in soli 15
giorni. Triplo sold out allo stadio San
Siro(2003). Buoni o
Cattivi"2004"disco più venduto dell'anno, 500 mila copie in 7 giorni.
Intero Tour "Sold Out" e più di 400 mila persone raccolte il 25/09/04 a
Catanzaro
Nel 1989, intanto, Vasco, superata qualche altra vicenda privata un po'
burrascosa, dà alle stampe un nuovo disco, Liberi liberi, che ha lo stesso
titolo del singolo lancio, probabilmente una delle sue canzoni più ispirate.
Vasco riflette con la consueta lucidità sullo scarto generazionale rispetto al
passato, traendone conclusioni reali, vive, senza retorica ("liberi liberi siamo
noi / però liberi da che cosa / che cosa che"), medita sul suo vissuto, su
scelte mancate e progetti non avverati, relegando i casi dell'esistenza, più che
al fatalismo, all'intricato fondersi dei vari destini ("fosse stato per me /
adesso forse sarei laureato"). Divino. Di grande valore anche le altre canzoni
del disco: Tango della gelosia, Domenica lunatica, Ormai è tardi. Si allargano
le prospettive sul mondo, le riflessioni si fanno più acute, meno taglienti,
rispetto all'inizio della carriera, e in certi casi, drammaticamente schiette.
In questo album, Vasco torna a scrivere interamente alcune canzoni (nel disco
precedente solo Lunedì era stata realizzata totalmente in proprio, parole e
musica), mentre, nel frattempo, si preparano eventi live che sconvolgeranno la
storia delle esibizioni dal vivo nel nostro paese. Tuttora, nessuno degli
artisti di nazionalità italiana è in grado di raggiungere il successo di
pubblico di Vasco Rossi. Nel 1990, i primi grandi traguardi: in due concerti,
uno a San Siro, a Milano, l'altro allo Stadio Flaminio di Roma, il 10 e l'11
luglio, il Blasco realizza il record di presenza con oltre 110.000 spettatori.
Un tripudio assoluto, che viene celebrato con il doppio album registrato dal
vivo Fronte del palco (unico inedito, Guarda dove vai, inserito anche nel già
citato film di Verdone con la Muti) e, nel 1991, con Vasco Live San Siro
10-7-90, registrazione della trionfale data. L' ex dee jay di uno sperduto
paesino tra le montagne del modenese, ormai, è parte della storia. Questo non
gli consente cercatamente di adagiarsi o di modellare una produzione stantia a
un successo ormai consolidato. Tutt'altro: la sua creatività sembra trovare
continue risorse, continui stimoli. Nel 1990, molte delle sue canzoni più belle
devono ancora vedere la luce..........
RINGRAZIO TUTTI VOI VISITATORI A PRESTO!!!